Metodo, analisi, dati: ottimi alleati per migliorare le campagne. Ma con creatività ed empatia.

{Dall’introduzione del libro Google Adwords. Guida strategica all’advertising e al Search Marketing}

La prospettiva suggerita nel mio libro è quella di usare i vari strumenti tenendo conto della realtà delle cose: partendo, se possibile, da ciò che già funziona, migliorarlo e infine dedicarsi a nuove strade per ottenere ancora più risultati. Reinventare la ruota è quanto di più lontano dal concetto di efficienza.

Questo si traduce, all’atto pratico, nell’usare Google Ads e SEO osservando tutto ciò che può contribuire alla buona riuscita di una campagna, sia esso un evento a cui partecipa l’azienda da promuovere fino alle altre fonti di traffico al sito, come ad esempio i social network, grazie ai quali possiamo avere delle importanti informazioni per rendere sempre più precisa la nostra comunicazione.

È dalle contaminazioni tra prospettive diverse che nascono le cose più belle, anche nel Search Marketing.

A far quinta scenografica all’intero ragionamento c’è infine la realtà circostante: il Search Marketing si inserisce in un contesto più ampio, il quale, pur non essendo oggetto di questo manuale, ne è il sottofondo implicito.

Seguire il bisogno informativo: farsi trovare, essere utili e rilevanti lavorando sulla strategia.

Nel continuo mutare di abitudini, trend e tecnologie, c’è un tratto comune nell’uso della Rete dai suoi esordi ad oggi: l’esigenza da parte delle persone di trovare informazioni. Progettare un viaggio, confrontare prezzi, capire meglio le potenzialità di un servizio prima sconosciuto, valutare la serietà di un Brand, trovare una soluzione ad un problema specifico.

Questo bisogno informativo trova soddisfazione nel reperire approfondimenti in diversi contenitori: nel variegato, complesso e sempre più esteso ecosistema digitale le persone strutturano le proprie opinioni sulle cose che gli interessano frequentando social network, siti, app. E naturalmente passando anche attraverso i motori di ricerca.

Luoghi fatti di bit che non soppiantano affatto i tradizionali touchpoint fisici nei processi decisionali, ma li affiancano e li sostengono, almeno nelle realtà consapevoli che la separazione netta tra la comunicazione online e offline penalizza entrambe.

Le persone, infatti, cercano, ricevono ed elaborano informazioni in maniera del tutto autonoma rispetto alla fonte da cui attingono: possono chiarirsi le idee su un oggetto da acquistare in un negozio fisico dopo aver letto le recensioni online e, viceversa, effettuare un acquisto tramite un e-commerce dopo averne valutato le caratteristiche nel centro commerciale a loro più vicino.

Fare Search Marketing significa osservare l’intero scenario, per non disperdere valore.

In tutto questo, Google è solo uno dei punti di passaggio: ignorare il contesto produce strategie meno efficaci e, viceversa, tener presente la pluralità di punti di contatto con le persone consente alle aziende di fare pubblicità in maniera intelligente e redditizia.

L’accento non cade infatti sulla quantità di persone che possiamo raggiungere tramite il motore di ricerca, YouTube, GMail e i milioni di siti che compongono la rete display: l’enormità di questi numeri ormai non impressiona quasi più nessuno.

La vera potenza del Search Marketing e ciò che mantiene attuale la sua efficacia è la possibilità di lavorare per segmenti di pubblico e quindi di mostrare il nostro miglior annuncio quando le persone giuste sono disposte a considerare davvero la nostra offerta.

E questo può accadere sia quando sono sedute in ufficio e approfittano della pausa caffè per cercare un fornitore che risolva una questione cruciale, sia quando, su un qualsiasi mezzo di trasporto, consultano il proprio smartphone per trovare idee circa un regalo da fare (o farsi).

Questo incontro tra domanda e offerta, quando le cose sono fatte come si deve, genera profitto: tutto ciò, però, non accade per magia. E nemmeno per puro caso: se teniamo al budget che stiamo spendendo e vogliamo avere il massimo dei risultati con il minimo sforzo dobbiamo fare diverse analisi e valutazioni. Qui trovi alcuni spunti e idee di Search Marketing da cui partire.

Dati, dati e ancora dati. Con intuito, creatività ed empatia, per evitare l’irrilevanza.

A noi il compito di capire, in base al profilo di cliente ideale che abbiamo in mente, quali sono le modalità migliori per farsi conoscere, se tramite motore di ricerca, oppure con un video o ancora con un banner, magari con finalità, modi e tempi diversi.

A noi il compito di capire, tra le altre cose, quando è il caso di continuare a mostrare la nostra offerta a persone che ancora non sono clienti (e non lo diventeranno, se sbagliamo i tempi, prendiamo male la mira o se le ossessioniamo).

A noi il compito, infine, di capire cosa ha funzionato e cosa no, mettendo da parte le personali convinzioni per osservare con sguardo limpido i numeri giusti, al momento giusto.

E se abbiamo le idee chiare, tutto questo sarà molto più semplice: qualsiasi strumento, anche quelli straordinari come Google Ads, producono gli effetti desiderati solo se si riesce ad utilizzare le varie opportunità tecniche seguendo un percorso logico e qualche foglio di Excel.

Per chiudere il cerchio, infine, c’è bisogno di un po’ di creatività e intuito, elementi che continuano a fare la differenza anche negli approcci più metodici.


Photo by Eutah Mizushima on Unsplash


 

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